Blog - chiesamadredelia.it

Cerca
Vai ai contenuti

Menu principale:

"Verginità"! e' possibile?

Pubblicato da in WEB E RELIGIONE · 4/7/2012 05:44:21

La mentalità oggi diffusa è quella secondo cui i rapporti sessuali fra due ragazzi che si vogliono bene sono la normale espressione di questo affetto, l’autenticazione di un amore, sono il frutto di una spontaneità e dello “star bene insieme”.
Certamente non si può negare che l’incontro sessuale riveste una grande importanza nell’ambito della vita di coppia, quale linguaggio sublime dell’amore della coppia. Si tratta, però, di capire cosa s’intende per “amore”, giacché questa parola ai nostri giorni è usata con moltissimi significati diversi. Una volta chiarificato il significato della parola “amore”, allora si può ben comprendere perché non siano leciti i rapporti prematrimoniali.
Si pensa che “amore”, ad esempio, voglia significare “star bene insieme”. Ma è proprio così? Lo “star bene insieme” è davvero l’essenza dell’amore? Se questo fosse vero, allora si dovrebbe concludere che quando non si sta bene insieme, non ci si ama più. Comprendiamo bene che in una prospettiva del genere non trova collocazione la fatica, la lotta, la capacità di superare le crisi e le difficoltà che esistono in ogni rapporto. Tutto si fonda sulla gratificazione dello stare insieme, sicché quando questa finisce anche il rapporto si interrompe e ci si sente liberi di intraprenderne magari un altro, da vivere con la stessa logica.
In questo modo, si tende ad impostare la relazione di coppia principalmente sugli aspetti dilettevoli e non su una progressiva assunzione di responsabilità, che abiliti all’impegnativa vita matrimoniale. Nell’ambito di una tale concezione di vita il rapporto sessuale ha ovviamente una grande importanza, ma non in termini di responsabilità, quanto piuttosto in termini di spontaneità gratificante. In poche e più chiare parole si ragiona così: il rapporto sessuale è facile da farsi, piacevole, attraente; si pensa perciò che se funziona questo aspetto della vita di coppia, automaticamente anche tutto il resto andrà bene... Le cose ovviamente non stanno così, perché un conto è condividere solo alcuni momenti del rapporto di coppia (quelli più facili e piacevoli), un altro conto è invece stare insieme tutta una vita, affrontando quotidianamente i problemi, le difficoltà, come anche le gioie e i progetti.
Il rapporto sessuale va, invece, collocato in questo contesto di totalità d’impegno e di definitività della relazione, fondata su un amore che esprime la volontà di donarsi totalmente e per sempre alla persona con cui si pensa di condividere la propria vita e di costruire qualcosa di bello non solo per sé, ma anche per tutti gli altri. Il matrimonio costituisce questo contesto d’impegno e di definitività di donazione. Svincolata da questa visione, esercitata prima e al di fuori del matrimonio, l’attività sessuale rischia di ridursi a gesto meccanico, talvolta perfino schiavizzante, portatore di pietose bugie: offre infatti l’illusione che tutto vada bene, quando invece, magari, le cose vanno male.
Il diffondersi di rapporti sessuali prima e fuori del matrimonio è frutto infine di una particolare concezione, secondo la quale la relazione di coppia costituisce essenzialmente un fatto privato, orientato verso la soddisfazione dei due. In tale concezione la fecondità è una minaccia, da “eliminare” (contraccezione, e, se va male, aborto). Solo nel matrimonio è possibile vivere la sessualità nella sua dimensione fondamentale di apertura alla vita nascente.


Bookmark and Share

“Il sacerdote e la pastorale nel mondo digitale:

Pubblicato da Papa Benedetto XVI in WEB E RELIGIONE · 16/5/2010 00:00:00
MESSAGGIO DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI PER LA XLIV GIORNATA MONDIALE DELLE COMUNICAZIONI SOCIALI “Il sacerdote e la pastorale nel mondo digitale: i nuovi media al servizio della Parola” ...Attraverso i moderni mezzi di comunicazione, il Sacerdote potrà far conoscere la vita della Chiesa e aiutare gli uomini di oggi a scoprire il volto di Cristo, coniugando l’uso opportuno e competente di tali strumenti, acquisito anche nel periodo di formazione, con una solida preparazione teologica e una spiccata spiritualità sacerdotale, alimentata dal continuo colloquio con il Signore. Più che la mano dell’operatore dei media, il Presbitero nell’impatto con il mondo digitale deve far trasparire il suo cuore di consacrato, per dare un’anima non solo al proprio impegno pastorale, ma anche all’ininterrotto flusso comunicativo della “rete”...
Torna ai contenuti | Torna al menu